Traduzioni

4 aprile 2008

Serata indecisi, il giorno dopo

il post di Daniela per chi non ci è stato

siparietto caroselloE veniamo a noi. Più tardi recupero anche la scaletta che avevo preparato, in modo che — volendo — il dibattito possa continuare qui. L’ho scritta in un altro luogo, e non mi sembra geniale ricopiare a mano.

Per il momento, accontentatevi, per commentare, degli spunti offerti dal pezzo di Repubblica, che racconta ampiamente l’iniziativa. Lo metto qui sotto

Un sacco di spazio, ci danno, non ci possiamo davvero lamentare.

E però — si sa, io sono una vera rompiscatole e quindi Angelo Carotenuto, che c’era davvero (grazie), mi perdonerà — non riesco a non pensare che davvero abbiano ragione i “piccoli”, quando si lamentano di essere sistematicamente ignorati anche dai giornali, oltre che dalla tv.


Chi c’era, infatti, a leggere l’articolo (e ancora di più i titoli) un po’ si stupirà. E’ vero: il tema bassolinismo (contro ogni mio sforzo, in verità) dominava incontrastato, prima di tutto negli umori. Quindi vada per l’ossessione.

Non mi pare, tuttavia, che — da quel punto di vista — Eugenio Mazzarella sia stato il più “duro”, magari anche solo per cercare di convincerci. A meno che parlare onestamente (come ha fatto, nel secondo giro) delle sue battaglie interne, perse, non sia da ritenersi una novità. Del resto, è perfino ovvio che il povero prof., su quel tema, partisse svantaggiato.

Fausto Corace poteva giocare (e lo ha fatto, con spirito) sulla già avvenuta uscita (o cacciata) del suo partito dalla maggioranza e Tommaso Sodano aveva dalla sua le note dichiarazioni di Bertinotti, cui ha aggiunto un impegno, e una data per verificarlo.

In ogni caso, prima o poi Norberto dovrebbe mettere sul suo sito la registrazione dell’incontro, ed è già in rete la registrazione di Radioradicale (grazie Nunzio, e ancora più grazie a Radioradicale, non solo per ieri sera!). Così ognuno potrà ascoltare/guardare direttamente lo show (compresi gli interventi di Idv e dei piccolissimi di Sinistra critica e Per il bene comune, e relative polemiche poi risolte). Da questo punto di vista (e quasi solo da questo punto di vista, senza miti), è vero che la rete non perdona.

Per ora, e per ridere, si può invece già rivedere il piccolo video con cui la serata è iniziata.


Per il resto, temo (per gli invitati) che quasi nessuno abbia sostanzialmente cambiato idea (anche se mi è parso di capire che la causa del bene comune abbia conquistato qualche elettore), ma è solo una sensazione. Potete tranquillamente smentire.


ps. Mi pare di capire che Fraba abbia la mia stessa sensazione (anche se parla per sé)

E ora, dopo un rapido giro da Norberto, mi pare di capire che lì sono molto meno buonisti (e rassegnati) di me, e c’è chi addirittura è arrabbiatissimo : con Angelo Carotenuto, ma perfino con chi ha organizzato, se/che non si arrabbia altrettanto. Anzi, a leggere fra le righe, compare perfino il solito, napoletanissimo, sospetto (ovvero, potremmo avere organizzato il tutto solo per fare un piacere a Mazzarella). E qui confesso, però, che il sospetto un po’ (molto poco) mi offende, ma — soprattutto — mi annoia.



4 aprile 2008


Repubblica - Napoli

Indecisi in assemblea: “Bassolino, lascia”

Frase choc di Mazzarella: dimissioni entro dieci giorni nell´agenda del Pd

di Angelo Carotenuto


Come parlare agli indecisi. «Ho capito che per piacere alla sala, bisogna chiedere che Bassolino vada via». La ricetta è di Fausto Corace, socialista, consigliere regionale eletto nel listino del governatore, ora fuori dalla maggioranza («per coerenza e serietà: fatemi un applauso»), uno dei 4 politici invitati dal popolo dei blogger al teatro “Cuba Libre”, 200 posti, per rispondere a una domanda semplice: «Perché non votare, o se sì, per chi».

Il punto è che la stessa ricetta, in salsa Pd, viene servita così dal professor Eugenio Mazzarella, candidato alla Camera: «Entro 10 giorni il tema sarà nell´agenda del Pd. Ci stiamo attrezzando». Parole brusche, proprio nel giorno cui il segretario regionale Iannuzzi avanza la proposta di «un periodo adeguato per costruire un confronto sul futuro condiviso, con piattaforme trasparenti verso le primarie per le regionali, da non intendere solo come una domenica in cui si esprime una preferenza». Ecco. Poche ore dopo questo «periodo adeguato di tempo» annunciato da Iannuzzi, al popolo dei blogger indecisi Mazzarella va a dire: «Le dimissioni di Bassolino, io le ho già chieste. Lo feci in Direzione regionale, spiegando a De Mita che la logica del capro espiatorio ha radici profonde. Se fossero arrivate, avrebbero placato molti malumori. Ma da qui a 10 giorni è chiarissimo che il tema sarà nell´agenda del Pd. Ci stiamo attrezzando per farlo nelle forme dovute». O sa qualcosa che il Pd ignora, o ignora l´effetto delle sue parole. In fondo alla sala, ascolta pure Enzo Amendola, che sta coordinando la campagna elettorale di Massimo D´Alema (domani in Campania per iniziative su turismo e ambiente), ed è lì per ascoltare le ragioni degli indecisi. Più tardi Mazzarella aggiungerà: «Chiedere le dimissioni di Bassolino è un gioco facile. È solo un problema di scadenze temporali». Chiedono: «Come fa a tenere in scacco Veltroni?». Lui traccheggia: «Forse la vostra domanda vuole essere più sottile». Replicano: «No, no. È semplice». E lui: «Chiaramente, Bassolino porta i voti». E dalla reazione della sala, ora la ricetta sembra una frittata.

Una platea radunata via sms da Marco Rossi-Doria, e via web da Decidiamoinsieme.it di Daniela Lepore, da Fraba, Francesco, Norberto Gallo. Tommaso Sodano (Sinistra Arcobaleno) non ha bisogno di battere il tasto Bassolino. Deve solo ricordare d´averlo fatto. «Dov´ero? In Procura a presentare denunce dal 2001. Se Bassolino resta al suo posto dopo il voto, ritiriamo i nostri assessori regionali e si apre la crisi». Guarda la webcam: «Registrate, registrate». Non è che lo scetticismo vada in frantumi. Franco Barbato (Idv) sente di avere l´asso nella manica: «Se la casta non vi ascolta, parlate con me. Sui “santini” c´è il mio numero di cellulare». Capisce subito che non funziona. Sfoggia l´endorsement di Marco Travaglio, la sala gli ulula di restare in tema. Risposta: «Noi siamo uomini del fare…».

I «depressi e sfumature varie», come li chiama Daniela Lepore, hanno preparato «5 pacchetti di domande e 2 meta-domande». Gira e rigira il nodo è Bassolino. Soprattutto tra le mani di Mazzarella, che per piacere agli indecisi anticipa: «Eviterò il politicamente corretto». Infatti. Ecco altre schegge: «Vi pare lo stesso panorama di sempre? Prima c´erano due leader che si dividevano tutto. Chi aveva le mani sul rubinetto dei fondi, gestiva il partito. Invece 70 persone su 700 dopo le primarie sono riuscite a far eleggere Giammattei segretario. Il Forum sui rifiuti non volevano che lo facessimo. Quindici anni fa ero tra i fondatori di Alleanza Democratica, ne uscii perché al secondo turno delle comunali non volli fare l´apparentamento con Bassolino. Da quest´esperienza sto imparando che in politica c´è bisogno di gente per bene. I professionisti sono troppo cinici per fregarsene del fatto che vi astenete. Siate lucidi e cinici». E dopo tanto Bassolino, il cineforum della sala proietta un film di Visconti. Ossessione. Guarda un po´.

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Questo articolo è stato pubblicato il 4.04.08 @ 11:16 am nelle categorie: Politica italiana, DI (noi), Campania, Politici

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