Traduzioni

17 ottobre 2008

lotta alle mafie


Lotta

alle mafie, parte la Carovana





È partita lunedì da Roma la
dodicesima Carovana nazionale antimafie, promossa dalle associazioni
Libera, Arci e Avviso Pubblico. Il viaggio, lungo due mesi, prevede
cento tappe: un giro per l'Italia attraverso il quale riaffermare
l'importanza della legalità e della lotta a tutte le mafie. In
realtà le carovane sono due. Entrambe partiranno del centro
Italia ma poi si separeranno. Una in direzione Nord, l'altra verso
Sud, per poi ricongiungersi a Comiso in Sicilia, il 12 dicembre.



La carovana è partita da un luogo già
di per sé significativo: la Casa del jazz di Roma, ricavata in
una villa sequestrata ad un componente della Banda della Magliana.
Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato Paolo Beni,
presidente nazionale Arci, don Luigi Ciotti, presidente di Libera,
Roberto Montà, vicepresidente di Avviso Pubblico e Roberto
Morrione, presidente di Libera Informazione. All’incontro sono
intervenuti anche due familiari di vittime di mafia.


Quest’anno la carovana assume un
significato particolare visto il 60esimo anniversario della
Costituzione e della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.
E scopo della Carovana sarà riaffermare i valori di questi due
preziosi documenti e «ricordare che in Italia la vera emergenza
sicurezza sono mafie e corruzione».

Paolo Beni, presidente nazionale dell’Arci
ha lanciato l’allarme sull’espansione della mafie: «I
poteri mafiosi allargano la loro influenza sulla società
italiana, non sono più ristretti a un ambito regionale, e
hanno anche differenziato le loro strategie». Beni ha
sottolineato che la mafia «fa affidamento sul vuoto sociale»
e dunque è essenziale «creare delle reti di solidarietà,
impedire l'isolamento sociale, la devitalizzazione degli spazi
democratici». Purtroppo al giorno d’oggi si sta andando
in una direzione opposta: «La percezione che si ha è che
i valori dominanti siano quelli della competizione e
dell'egocentrismo» afferma Beni. Il presidente dell’Arci
sottolinea che bisogna invertire la rotta e ricostruire quel «senso
di comunità democratica toglie terreno alla cultura
dell'illegalità».

Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, ha
spronato all’azione: «Si uccide anche con il silenzio,
anche con i nì. Bisogna dire no». Il sacerdote
antimafia, dopo aver ricordato Falcone, cita Dalla Chiesa: «Lo
Stato dia come diritto ciò che la mafia dà come
favore». Il presidente di Libera ha attaccato anche la politica
sottolineando che «le mafie non moriranno mai se non si cambia
un certo modo di fare le politiche, se non si attuano politiche
sociali sui territori».

Anche Roberto Montà ha puntato il dito
contro le responsabilità della politica evidenziando che «in
Italia sono 180 i consigli comunali sciolti per infiltrazioni
mafiose». Roberto Morrione ha invece attaccato il mondo del
giornalismo sostenendo che «c'è una scarsa attenzione da
parte della grande stampa nei confronti dell'espansione delle mafie».

La carovana ha chiesto il riconoscimento
ufficiale del 21 marzo come giornata della memoria e dell'impegno,
dedicata alle vittime della mafia. Infine per i promotori,
l’iniziativa non mira solo ad essere contro la mafia ma anche a
proporre valori e politiche positive, dal sostegno alle famiglie
delle vittime alla promozione della cultura della legalità.

IN CAMPANIA LA CAROVANA E’ ATTESA PER
IL 29 OTTOBRE A NAPOLI, IL 30 OTTOBRE A BENEVENTO, IL 31 OTTOBRE AD
AVELLINO, IL 4 NOVEMBRE A CASERTA E MONDRAGONE ED IL 5 NOVEMBRE
SALERNO


Pubblicato
il: 13.10.08 su
www.unita.it