Traduzioni

10 settembre 2008

Noteburc 36+ ( …o meno)

Appunti dal bollettino ufficiale


Più perché c’è anche un burc infrasettimanale, speciale, datato 4 settembre 2008, sul Piano Regionale Antincendio Boschivo che viene opportunamente rettificato e interamente ripubblicato.

Meno perché, a parte la delibera “Piano del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano: proposta di approvazione al Consiglio Regionale (con allegati)” e la presa d’atto del protocollo del tavolo di partenariato economico-sociale, nel numero ordinario di questa settimana non c’è niente di particolarmente rilevante.


Spazio pubblico

ambienteterritoriorifiutiurbanisticaculturaturismo…

Sul piano antincendio ci asteniamo da commenti. Trattandosi di incendi boschivi non è qui il caso di insistere con una scontata battuta sui fuochi perpetui del nostrano talquale urbano e industriale, autoctono e di importazione e sul come si attrezza un piano antincendio in tempi di… inceneritori. Si tratta, come già detto, di una rettifica: “… a seguito del parziale ricevimento delle schede informative sugli incendi del Corpo Forestale dello Stato e di alcuni errori materiali, sono stati riportati, nel piano antincendio approvato, dati statistici inesatti sull’andamento della campagna 2007; … conseguentemente, sono risultate inesatte anche tutte le elaborazioni statistiche, riportate nel capitolo secondo del citato Piano Antincendio 2008, che traevano origine dai dati relativi alla citata campagna antincendio;” di chi l’errore (e relativo mega spreco di lavoro e di documentazione a stampa), se del Corpo Forestale dello Stato o di RC, non è dato sapere, come spesso accade!


Poi, si apprende che con delibera 617 del 13 aprile 2007 (più di un anno fa), la giunta regionale ha approvato il Piano del Parco Nazionale del Cilento. Premesso e considerato che si intuisce una tormentata storia, diciamo solo che … ora c’è, anche ufficialmente. Chi avesse tempo, può studiarsi le carte, che sono allegate alla delibera.

Spettacolo; una rettifica del decreto che assegna contributi ai teatri ci permette di risalire alle origini della distribuzione e di conoscere qui e qui i particolari su quanto e come RC sostiene l’arte teatrale. Viviamo molto di rettifiche!

Umanità

istruzioneformazionelavorodonnemigrantigiovanipolitichesociali…

Mentre è in onda sulla home page del portale RC l’annuncio del Programma di Accompagnamento L. 215/92 VI Bando - Corso di Formazione imprenditrici e aspiranti imprenditrici accade anche, più o meno sullo stesso tipo di intervento e in contemporanea, la Revoca delle agevolazioni concesse a n. 112 Ditte che hanno cessato l'attività. (centododici sic!). Piu: ma allora c’è qualcuno o qualcosa che scatta per controllare, valutare e mettere rimedio? Meno: ci appelliamo a quelli del Paser: incentiviamo per caso la natimortalità delle imprese? L'elenco delle imprese con relativi importi è pubblicato in coda al decreto di revoca, ma senza tirare le somme. Lo abbiamo fatto noi e il totale fa 5.196.405 Euro. Mica uno scherzo! Che fine faranno queste somme? Torneranno al Ministero delle Attività Produttive, contitolare dell'intervento in questione? Resteranno alla RC? E in tal caso, come saranno riutilizzate?

Tossicodipendenze: RC, in cooperazione con altre regioni, potrà realizzare gli interventi del Programma interregionale "Budget per l'inclusione sociale di persone tossicodipendenti in trattamento, o da attrarre in trattamento, ad elevata emarginazione" qui. Trattasi di qualcosa di simile ai “progetti socio-formativi individualizzati rivolti a persone tossicodipendenti, ospiti nelle strutture residenziali e semi-residenziali del pubblico e del privato sociale” che RC ha previsto nell’ambito della programmazione triennale dei Piani di Zona. Altro non possiamo dire perché il Programma “Budget…” o altra documentazione qui non c’è.


Prospettive

programmazionebilancioattivitàeconomichepolitichecomunitarie…


Il pezzo forte della settimana (sta sempre qui):
Presa d'atto del Protocollo del Tavolo del Partenariato economico-sociale. Possiamo approfittare per un approfondimento che questa notizia senz’altro merita, sulla idea e la pratica della programmazione partecipata: si accettano contributi e ci impegniamo … a seguire.
________

Liberamente tratto e commentato dal Burc n.36 del 8 settembre 2008

Le delibere della RC pubblicate in questo Burc sono datate dal 13 aprile 2007 al 1° agosto 2008, i decreti dirigenziali dal 29 maggio al 20 agosto 2008.

L’indice completo del burc è qui






















































9 settembre 2008

Piani tariffari: l'Agcom diffida Tim e Vodafone. Altroconsumo aderisce allo sciopero dei cellulari

05-09-2008

Doppio uragano su Tim e Vodafone. Da un lato l'Autorità garante delle telecomunicazioni (Agcom) ha diffidato i due operatori a non dare il via ai cambiamenti dei piani tariffari annunciati in agosto, pena l'apertura di una procedura sanzionatoria. Dall'altro Altroconsumo ha stimato che potrebbero essere ben cinque milioni i clienti che non intendono sottostare all'imposizione di una nuova tariffa e che cambieranno operatore, mantenendo il loro numero.

I cambiamenti tariffari comporteranno un aumento notevole della spesa telefonica degli utenti, che sono stati informati in modo ben poco chiaro di quanto dovrebbe succedere a breve, visto che le nuove tariffe Tim dovrebbero partire dal 9 settembre, mentre quelle Vodafone dal primo ottobre.

Secondo la nostra associazione, quindi, vista anche la ristrettezza dei tempi, bene ha fatto l'Agcom a intervenire con una diffida ai danni dei due operatori. E' invece assordante il silenzio dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato, che ha annunciato qualche tempo fa l'apertura di un procedimento per valutare l'operato di Tim e Vodafone, ma non ha ancora fatto sapere niente, a soli quattro giorni dall'aggiornamento delle tariffe da parte di Tim.

Noi riteniamo che i due operatori debbano immediatamente adeguarsi alla diffida dell'Agcom e debbano anche permettere agli utenti che vogliono cambiare operatore la possibilità di mantenere il vecchio numero e il credito residuo senza pagare niente.

La nostra associazione intanto aderisce allo sciopero del cellulare previsto per il prossimo 18 settembre, un'iniziativa lanciata online dal sito di Kataweb: tutti gli utenti saranno invitati a non usare per tre ore il loro telefonino.

Visto l'intervento dell'Agcom e la mancanza di iniziativa dell'Antitrust, consigliamo quindi agli utenti Tim e Vodafone di cercare il piano tariffario più adeguato alle loro esigenze, consultando la banca dati sulle tariffe (che è aperta a tutti, sia soci sia non soci per i prossimi 15 giorni). La banca dati può essere consultata telefonicamente al numero 02 6961517, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 13 e dalle 14 alle 17. Inoltre consigliamo anche di non rimanere fedeli ai due operatori principali, ma di valutare le tariffe offerte anche dagli altri operatori presenti sul mercato italiano, compresi quelli virtuali.

Il nostro sondaggio: cambi tariffe telefoniche


Mamme maltrattate dal Comune

di Giovanni Laino

La Repubblica - Napoli, 8 agosto 2008

La ripresa dell’anno sociale a Montecalvario è avvilente. E’ emblematica le difficoltà che vivono tante mamme. La Scuola Pasquale Scura, nell’omonima strada, è diventata un centro di permanenza “temporanea” di senza tetto. I referenti del Comune annunciano un soggiorno lungo delle famiglie sfollate a Luglio. Agli occhi dei cittadini di Montecalvario, queste scelte del Comune danno ragione a chi a Luglio si è reso protagonista di azioni intolleranti e incivili, opponendosi alla sistemazione temporanea nella scuola Scura degli immigrati sfrattati per lo stesso incidente di Pianura.

E’ vero che per una crisi strisciante, che si trascina da anni, alla Scura le iscrizioni sono in progressivo calo e saranno necessarie solo tre o quattro aule per l’attività normale. Ma lì si realizzano altre attività (centro EDA, alfabetizzazione per gli adulti e servizi realizzati da associazioni non profit). Usare la sede come centro di permanenza di sfollati non è una soluzione ne plausibile ne civile. Si prevedono doppi turni nel plesso Paisiello per tutte le elementari e per le altre attività. Una bella risposta alle accuse del Ministro Gemini sulla bassa qualità degli esiti delle scuole del Sud !

Quale esperto della protezione civile o della ASL ritiene lecito l’uso prolungato della struttura, con attività di mensa giornaliera, l’uso di bagni scolastici senza docce, lavabi o vasche utili per l’igiene personale, per famiglie che devono abitarci ? Questa scelta nega l’uso della sede per necessità vitali nel quartiere. L’Associazione Quartieri Spagnoli realizza da anni un progetto pomeridiano che accoglie cinquanta ragazzini delle elementari, soprattutto immigrati, alunni dello stesso istituto. Oltre ad un’azione educativa di qualità, il progetto consente a cinquanta mamme di lavorare anche nel pomeriggio, affidando i figli in attività educative, con cui recuperano lacune nella formazione. Nonostante gli accordi fra Associazione, Municipalità e Scuola, senza la disponibilità delle aule, il servizio, che prevede anche l’offerta del pasto, sarà eliminato.

Ma le altre quaranta mamme coinvolte da nove anni nella stessa zona nel progetto Nidi di Mamme non stanno meglio. Con il nuovo finanziamento lavorano da Febbraio ma, anche se da Aprile il Comune ha incassato i soldi dalla Regione, i pagamenti non arrivano. Ai responsabili dell’Associazione gli amministratori dicono che si tratta di una procedura finanziaria lecita ma le mamme hanno solo compreso che con i soldi del loro lavoro il Comune ha pagato altre spese. D’altra parte è evidente che la spesa sociale e l’accuratezza nella risposta ai problemi non sono priorità di questa Amministrazione.

Per tutte le municipalità è stata bandita la gara per il progetto dei tutor per le famiglie che necessitano di una sorta di adozione sociale. Si tratta di un’idea interessante, promossa da anni dai pediatri della ASL: individuando le mamme più a rischio, interventi preventivi di sostegno e attivazione determineranno un abbassamento dei fattori di esclusione, con una riduzione in prospettiva dei costi sociali. La Regione ha approvato i finanziamenti annuali ma, leggendo bene il bando comunale si tratta di garantire l’opera di un gruppo di educatori avendo per la copertura di tutte le spese (assicurazioni, spese fisse, il costo lordo del lavoro) 11,15 Euro ad ora. Queste altre mamme, protagoniste di destini sociali a rischio, quindi saranno seguite da operatrici precarie (cui si sconsigli di diventare madri), con una paga oraria netta al più di 6 o 7 euro all’ora, per quindici ore settimanali. In pratica si riafferma da parte del Comune la richiesta, implicita, agli enti non profit, di cofinanziare le azioni, realizzando azioni molto ambiziose con risorse inadeguate perché mal gestite.

E’ indispensabile essere positivi e propositivi, tener conto delle difficoltà dei responsabili del governo locale, farsi carico della difficile situazione napoletana. La reiterata assenza di cura, la riproposizione di soluzioni tampone, emergenziali, praticamente incivili, la tendenza a far pagare sempre ai più deboli il peso delle difficoltà, è insopportabile anche per chi vuole tenere bassi i toni e i nervi saldi. Riemerge il suggerimento che per ottenere il rispetto di diritti bisogna gridare e imporre in modo anche violento le proprie ragioni. Bisogna sperare che le madri prendano coscienza: ci troviamo dentro a un complicato intrigo di donne, vicoli e…… mal governo.

TESTIMONE DI PACE 2008


L'11 settembre Napoli protagonista


di Edoardo Schettino




Il 18 luglio scorso la Biblioteca del “Centro Hurtado” ha organizzato la “Maratona della Lettura” in cui ognuno ha avuto la possibilità di leggere in pubblico una pagina di un libro che ritiene particolarmente significativo. L’idea è che la condivisione della cultura possa fornire un terreno comune e che, in fondo, da quest’ultima possa venire l’unica vera ribellione alla povertà e alla criminalità che a Scampia prolifera sul racket e sulla gestione del lavoro nero. Il fondatore del centro, il gesuita Padre Fabrizio Valletti, il prossimo 11 settembre a Ovada, in una serata al Teatro Comunale della piccola cittadina fra Piemonte e Liguria, riceverà il premio “Testimone di Pace”. “Siamo in emergenza – ripete Valletti – ma Napoli non è solo criminalità e degrado”. All’interno del Centro intitolato ad Alberto Hurtado, il religioso cileno che impegnò la sua vita per il riscatto delle fasce povere del suo popolo la Cooperativa Aquas gestisce una biblioteca di 3.500 titoli tra libri per i più piccini, romanzi, volumi di storia, filosofia e psicologia. La sartoria “La Roccia”, il laboratorio di informatica multimediale offrono ai giovani che ruotano nel quartiere una prospettiva concreta di farsi strada in modo normale in un mondo del lavoro che da sé racchiude tutti i mali di Scampia e del Meridione. L’ultima novità è “Fuga di notizie”, un periodico realizzato interamente dagli abitanti del quartiere. “Il problema è culturale: – spiega ancora Padre Valletti - non è difficile accorgersi di come la mentalità camorrista sia, se non accettata, in larga parte familiare a molti ragazzi della zona”.

Organizzato dal Comune di Ovada, dal Centro Pace Rachel Corrie, da Articolo 21 e dalla trasmissione radiofonica Fahrenheit (RAI Radio Tre), con il sostegno di Provincia di Alessandria, Regione Piemonte e Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, il Premio Testimone di Pace (www.testimonedipace.org) viene conferito l’11 settembre di ogni anno a personalità che si siano particolarmente distinte nell’ambito della pace e della nonviolenza. “La figura di Padre Valletti – spiega Sabrina Caneva, Assessore alla Pace del Comune di Ovada, dando il senso della serata – ci permette di allargare il concetto di pace: testimone di pace non è solo chi lotta contro la guerra ma coloro i quali per riaffermare i valori della convivenza civile, contro il degrado della morale e della politica”. Per questo motivo il riconoscimento nella sezione “Informazione” è andato a Rosaria Capacchione, la giornalista de “Il Mattino” di Napoli per il suo giornalismo d’inchiesta che non scende a compromessi con le radici della criminalità e le collusione che hanno permesso al clan dei “casalesi” di estendere il loro potere nel casertano. “Nel ’91 – si legge in un’intervista pubblicata su questo sito - Mixer fece un servizio su un autotrasportatore Tamburrino che venne ricoverato in ospedale perché intossicato dalla radioattività, infatti scoprimmo che trasportava bidoni radioattivi, facemmo insieme ai colleghi un percorso a ritroso e scoprimmo che doveva scaricare tra Napoli Caserta tali bidoni radioattivi”. Qualche mese fa, nel corso di un’udienza del Processo “Spartacus”, tramite il suo avvocato, il boss latitante Antonio Iovine lanciò precise minacce di morte a lei, allo scrittore Roberto Saviano e al PM Cantone; non è la prima volta per la Capacchione. Nel 1992 si scoprì un piano preparato per la sua uccisione. “Io non morirò quando mi uccideranno i camorristi, ma se smetterò di avere la curiosità nel mestiere. E la voglia di scoprire la verità”. L’11 settembre verrà inoltre premiato il gruppo di studenti dell’Istituto tecnico per geometri “P.L. Nervi” di Alessandria, che con il bel reportage dalla Bosnia si è aggiudicato il riconoscimento per la sezione Scuola.

Per il secondo anno consecutivo gli organizzatori del Premio ha poi deciso di conferire il premio speciale “Rachel Corrie”, istituito alla memoria della pacifista uccisa nel tentativo di impedire ad un bulldozer dell'esercito israeliano di distruggere alcune case palestinesi. Il riconoscimento andrà a Najo Adzovic, uno dei portavoce dei campo “Casilino 900” di Roma. Al suo interno, con la collaborazione del Dipartimento di Urbanistica dell’Università di Roma e l’Associazione Stalker, è stato avviato il primo progetto di autocostruzione di una casa in legno di 70 metri quadrati su due piani: “Savorengo Ker” (in lingua Romanès “la casa di tutti”) è un tentativo di migliorare la vita all’interno di uno dei campi rom più vecchi della capitale, utilizzato negli anni ’70 dagli immigrati napoletani in cerca di lavoro. “Questo è il terzo mondo in una capitale del mondo”, spiega Adzovic, fuggito verso il nostro Paese all’inizio del conflitto nella ex jugoslavia, sul capo un’accusa di diserzione per essersi rifiutato di uccidere a tradimento quindi suoi commilitoni mussulmani. “Agli occhi di molti italiani noi non siamo gente normale – continua riflettendo sul clima creatosi in Italia negli ultimi mesi - Già da anni siamo marginalizzati, nascosti”. Alla serata di premiazione, coordinata da Marino Sinibaldi, interverranno il Procuratore Capo Giancarlo Caselli, lo scrittore e giornalista Maurizio Braucci, sceneggiatore di “Gomorra” attento osservatore della realtà napoletana e lo storico ed editorialista de La Stampa Giovanni de Luna. Il progetto Savorengo Ker sarà illustrato da Francesco Careri, architetto che nel suo curriculum annovera diversi esperimenti di progettazione partecipata e che attualmente si sta occupando del progetto Immaginare Corviale e Ricordando Samudaripan per la giornata della memoria della shoa nomade.



TESTIMONE DI PACE 2008


L'11 settembre Napoli protagonista


di Edoardo Schettino




Il 18 luglio scorso la Biblioteca del “Centro Hurtado” ha organizzato la “Maratona della Lettura” in cui ognuno ha avuto la possibilità di leggere in pubblico una pagina di un libro che ritiene particolarmente significativo. L’idea è che la condivisione della cultura possa fornire un terreno comune e che, in fondo, da quest’ultima possa venire l’unica vera ribellione alla povertà e alla criminalità che a Scampia prolifera sul racket e sulla gestione del lavoro nero. Il fondatore del centro, il gesuita Padre Fabrizio Valletti, il prossimo 11 settembre a Ovada, in una serata al Teatro Comunale della piccola cittadina fra Piemonte e Liguria, riceverà il premio “Testimone di Pace”. “Siamo in emergenza – ripete Valletti – ma Napoli non è solo criminalità e degrado”. All’interno del Centro intitolato ad Alberto Hurtado, il religioso cileno che impegnò la sua vita per il riscatto delle fasce povere del suo popolo la Cooperativa Aquas gestisce una biblioteca di 3.500 titoli tra libri per i più piccini, romanzi, volumi di storia, filosofia e psicologia. La sartoria “La Roccia”, il laboratorio di informatica multimediale offrono ai giovani che ruotano nel quartiere una prospettiva concreta di farsi strada in modo normale in un mondo del lavoro che da sé racchiude tutti i mali di Scampia e del Meridione. L’ultima novità è “Fuga di notizie”, un periodico realizzato interamente dagli abitanti del quartiere. “Il problema è culturale: – spiega ancora Padre Valletti - non è difficile accorgersi di come la mentalità camorrista sia, se non accettata, in larga parte familiare a molti ragazzi della zona”.

Organizzato dal Comune di Ovada, dal Centro Pace Rachel Corrie, da Articolo 21 e dalla trasmissione radiofonica Fahrenheit (RAI Radio Tre), con il sostegno di Provincia di Alessandria, Regione Piemonte e Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, il Premio Testimone di Pace (www.testimonedipace.org) viene conferito l’11 settembre di ogni anno a personalità che si siano particolarmente distinte nell’ambito della pace e della nonviolenza. “La figura di Padre Valletti – spiega Sabrina Caneva, Assessore alla Pace del Comune di Ovada, dando il senso della serata – ci permette di allargare il concetto di pace: testimone di pace non è solo chi lotta contro la guerra ma coloro i quali per riaffermare i valori della convivenza civile, contro il degrado della morale e della politica”. Per questo motivo il riconoscimento nella sezione “Informazione” è andato a Rosaria Capacchione, la giornalista de “Il Mattino” di Napoli per il suo giornalismo d’inchiesta che non scende a compromessi con le radici della criminalità e le collusione che hanno permesso al clan dei “casalesi” di estendere il loro potere nel casertano. “Nel ’91 – si legge in un’intervista pubblicata su questo sito - Mixer fece un servizio su un autotrasportatore Tamburrino che venne ricoverato in ospedale perché intossicato dalla radioattività, infatti scoprimmo che trasportava bidoni radioattivi, facemmo insieme ai colleghi un percorso a ritroso e scoprimmo che doveva scaricare tra Napoli Caserta tali bidoni radioattivi”. Qualche mese fa, nel corso di un’udienza del Processo “Spartacus”, tramite il suo avvocato, il boss latitante Antonio Iovine lanciò precise minacce di morte a lei, allo scrittore Roberto Saviano e al PM Cantone; non è la prima volta per la Capacchione. Nel 1992 si scoprì un piano preparato per la sua uccisione. “Io non morirò quando mi uccideranno i camorristi, ma se smetterò di avere la curiosità nel mestiere. E la voglia di scoprire la verità”. L’11 settembre verrà inoltre premiato il gruppo di studenti dell’Istituto tecnico per geometri “P.L. Nervi” di Alessandria, che con il bel reportage dalla Bosnia si è aggiudicato il riconoscimento per la sezione Scuola.

Per il secondo anno consecutivo gli organizzatori del Premio ha poi deciso di conferire il premio speciale “Rachel Corrie”, istituito alla memoria della pacifista uccisa nel tentativo di impedire ad un bulldozer dell'esercito israeliano di distruggere alcune case palestinesi. Il riconoscimento andrà a Najo Adzovic, uno dei portavoce dei campo “Casilino 900” di Roma. Al suo interno, con la collaborazione del Dipartimento di Urbanistica dell’Università di Roma e l’Associazione Stalker, è stato avviato il primo progetto di autocostruzione di una casa in legno di 70 metri quadrati su due piani: “Savorengo Ker” (in lingua Romanès “la casa di tutti”) è un tentativo di migliorare la vita all’interno di uno dei campi rom più vecchi della capitale, utilizzato negli anni ’70 dagli immigrati napoletani in cerca di lavoro. “Questo è il terzo mondo in una capitale del mondo”, spiega Adzovic, fuggito verso il nostro Paese all’inizio del conflitto nella ex jugoslavia, sul capo un’accusa di diserzione per essersi rifiutato di uccidere a tradimento quindi suoi commilitoni mussulmani. “Agli occhi di molti italiani noi non siamo gente normale – continua riflettendo sul clima creatosi in Italia negli ultimi mesi - Già da anni siamo marginalizzati, nascosti”. Alla serata di premiazione, coordinata da Marino Sinibaldi, interverranno il Procuratore Capo Giancarlo Caselli, lo scrittore e giornalista Maurizio Braucci, sceneggiatore di “Gomorra” attento osservatore della realtà napoletana e lo storico ed editorialista de La Stampa Giovanni de Luna. Il progetto Savorengo Ker sarà illustrato da Francesco Careri, architetto che nel suo curriculum annovera diversi esperimenti di progettazione partecipata e che attualmente si sta occupando del progetto Immaginare Corviale e Ricordando Samudaripan per la giornata della memoria della shoa nomade.



4 settembre 2008

ECOTECNO
Energia pulita e nuovi stili di vita

Quando un giornale alternativo,
di questi tempi,
arriva al secondo numero è già una festa.


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1 settembre 2008

Le domande nascoste dalla nebbia

di Marco Rossi-Doria
Repubblica Napoli, 31 agosto 2008

È davvero difficile commentare le polemiche politiche napoletane di fine agosto: l´assessore Velardi che scopre e ci rivela che l´amministrazione Iervolino non va proprio bene e che, dunque, ne chiede le dimissioni e che propone pure una lista non di partito, da subito. Dall´altra parte, il sindaco che, come da consuetudine, risponde a brutto muso che lei è abituata al duro lavoro di sempre. Per me, poi, sarebbe francamente un esercizio inelegante: ho promosso insieme a molti una lista non di partito e mi sono presentato a sindaco con un programma che, a leggerlo oggi, appare di vero buonsenso, perdendo, però, e sonoramente. Dunque non le commenterò.
Mi domando, invece, se, a mesi e mesi dalle naturali scadenze elettorali, chi vive in questa città possa avere il bene di domandarsi “cose politiche” che, però, non hanno niente a che vedere con candidature annunciate o ipotizzate, improbabili dimissioni e elezioni fuori scadenza, assetti di partito e di coalizione o similari. E possiamo o no almeno ipotizzare un futuro civile nel quale problemi, aspirazioni e pene dei cittadini abbiano cittadinanza in politica, a pieno titolo e prioritariamente? Insomma piacerebbe ogni tanto che invece di ipotizzare scenari politici improbabili, ci si potesse fermare a descrivere e ragionare sulle cose della vita civile.
E mi piacerebbe partire dai discorsi di ogni momento a Napoli, di tante e tanti di noi. Quanto ci metteremo, domani, a raggiungere il nostro luogo di lavoro, se lo abbiamo? Quante persone non si sono potute permettere neanche una settimana al mare per l´ennesimo anno di seguito? È vero o no che viviamo tutti in una città in cui il tasso di famiglie che vive sotto la soglia di povertà raggiunge quasi un terzo del totale, una percentuale che, da sola, ci mette fuori dall´Europa? Ciò ci riguarda o no? Ha o no a che vedere con la speranza - sì, la speranza - o è solo questione di sicurezza? E, in tali condizioni di esclusione sociale di massa, è proprio inevitabile che i prezzi al consumo, anche di pane e pasta, debbano aumentare in misura maggiore che in qualsiasi altra città d´Italia? E ancora: la nostra monnezza - che ora ha ritrovato la via delle discariche indifferenziate come prima della penuria delle stesse - è o no possibile differenziarla come fanno in tanti luoghi, campani e non? E quando si può iniziare a provare a farlo e a insegnarlo ai nostri figli? E, ben più seriamente e anche mestamente: cosa davvero è successo, in questi anni, ai tessuti connettivi profondi di Napoli se decine di migliaia di persone, povere e non povere, giovani ma anche non giovani, laureati e non, talentuosi e meno talentuosi, sono già partiti da questa nostra città e oggi sono altrove a vivere, da soli o con tutta la famiglia? E cosa ancora sta accadendo se - in altre decine di migliaia di persone - ci chiediamo sempre più spesso e seriamente se è venuto anche per noi il momento di andarsene?
La speranza - insomma - la possiamo nutrire e possiamo parlare del fatto che va ricostruita daccapo o no? Si possono fermare le estese reti economiche ed operative della criminalità camorristica? Saranno di nuovo praticabili i diritti fondamentali, a partire da quelli alla libertà e sicurezza personali, alla libera impresa, alla formazione e al lavoro legale, a un minimo di reddito per vivere? Industria, turismo, servizi e commercio legali possono uscire dalla crisi micidiale in cui ristagnano da interi lustri o no? E a quali condizioni? I modelli di sostegno pubblico allo sviluppo economico possono affrancarsi dai deliri centralistici, dall´inefficacia colposa, dalle clientele più o meno buie di questi lunghi anni? Le opportunità di apprendere e sapere e le occasioni di fruizione della cultura dovranno sempre riguardare una minoranza di cittadini o si può ragionevolmente sperare che ci si metta a fondare asili nido, scuole professionali e che le pubbliche istituzioni riprendano a premiare conoscenza, apprendimento, arti e le molte nostre esperienze creative senza le solite speciali protezioni? E le persone competenti nel proprio settore possono un giorno pensare a un normale confronto - normalmente difficile ma anche normalmente costante, costruttivo e anche utilmente conflittuale - con chi governa questo territorio? E tutto questo in quali modi concreti richiede un ricambio di classe dirigente e di classe politica? Con quali procedure partecipative? Con quale innovazione dei modi della rappresentanza? E la politica riguarda queste cose o deve essere presidiata in permanenza da quell´altra roba che ci si ostina a chiamare politica? È tema dell´anti-politica cosiddetta o è la politica?

Le domande nascoste dalla nebbia

di Marco Rossi-Doria
Repubblica Napoli, 31 agosto 2008

È davvero difficile commentare le polemiche politiche napoletane di fine agosto: l´assessore Velardi che scopre e ci rivela che l´amministrazione Iervolino non va proprio bene e che, dunque, ne chiede le dimissioni e che propone pure una lista non di partito, da subito. Dall´altra parte, il sindaco che, come da consuetudine, risponde a brutto muso che lei è abituata al duro lavoro di sempre. Per me, poi, sarebbe francamente un esercizio inelegante: ho promosso insieme a molti una lista non di partito e mi sono presentato a sindaco con un programma che, a leggerlo oggi, appare di vero buonsenso, perdendo, però, e sonoramente. Dunque non le commenterò.
Mi domando, invece, se, a mesi e mesi dalle naturali scadenze elettorali, chi vive in questa città possa avere il bene di domandarsi “cose politiche” che, però, non hanno niente a che vedere con candidature annunciate o ipotizzate, improbabili dimissioni e elezioni fuori scadenza, assetti di partito e di coalizione o similari. E possiamo o no almeno ipotizzare un futuro civile nel quale problemi, aspirazioni e pene dei cittadini abbiano cittadinanza in politica, a pieno titolo e prioritariamente? Insomma piacerebbe ogni tanto che invece di ipotizzare scenari politici improbabili, ci si potesse fermare a descrivere e ragionare sulle cose della vita civile.
E mi piacerebbe partire dai discorsi di ogni momento a Napoli, di tante e tanti di noi. Quanto ci metteremo, domani, a raggiungere il nostro luogo di lavoro, se lo abbiamo? Quante persone non si sono potute permettere neanche una settimana al mare per l´ennesimo anno di seguito? È vero o no che viviamo tutti in una città in cui il tasso di famiglie che vive sotto la soglia di povertà raggiunge quasi un terzo del totale, una percentuale che, da sola, ci mette fuori dall´Europa? Ciò ci riguarda o no? Ha o no a che vedere con la speranza - sì, la speranza - o è solo questione di sicurezza? E, in tali condizioni di esclusione sociale di massa, è proprio inevitabile che i prezzi al consumo, anche di pane e pasta, debbano aumentare in misura maggiore che in qualsiasi altra città d´Italia? E ancora: la nostra monnezza - che ora ha ritrovato la via delle discariche indifferenziate come prima della penuria delle stesse - è o no possibile differenziarla come fanno in tanti luoghi, campani e non? E quando si può iniziare a provare a farlo e a insegnarlo ai nostri figli? E, ben più seriamente e anche mestamente: cosa davvero è successo, in questi anni, ai tessuti connettivi profondi di Napoli se decine di migliaia di persone, povere e non povere, giovani ma anche non giovani, laureati e non, talentuosi e meno talentuosi, sono già partiti da questa nostra città e oggi sono altrove a vivere, da soli o con tutta la famiglia? E cosa ancora sta accadendo se - in altre decine di migliaia di persone - ci chiediamo sempre più spesso e seriamente se è venuto anche per noi il momento di andarsene?
La speranza - insomma - la possiamo nutrire e possiamo parlare del fatto che va ricostruita daccapo o no? Si possono fermare le estese reti economiche ed operative della criminalità camorristica? Saranno di nuovo praticabili i diritti fondamentali, a partire da quelli alla libertà e sicurezza personali, alla libera impresa, alla formazione e al lavoro legale, a un minimo di reddito per vivere? Industria, turismo, servizi e commercio legali possono uscire dalla crisi micidiale in cui ristagnano da interi lustri o no? E a quali condizioni? I modelli di sostegno pubblico allo sviluppo economico possono affrancarsi dai deliri centralistici, dall´inefficacia colposa, dalle clientele più o meno buie di questi lunghi anni? Le opportunità di apprendere e sapere e le occasioni di fruizione della cultura dovranno sempre riguardare una minoranza di cittadini o si può ragionevolmente sperare che ci si metta a fondare asili nido, scuole professionali e che le pubbliche istituzioni riprendano a premiare conoscenza, apprendimento, arti e le molte nostre esperienze creative senza le solite speciali protezioni? E le persone competenti nel proprio settore possono un giorno pensare a un normale confronto - normalmente difficile ma anche normalmente costante, costruttivo e anche utilmente conflittuale - con chi governa questo territorio? E tutto questo in quali modi concreti richiede un ricambio di classe dirigente e di classe politica? Con quali procedure partecipative? Con quale innovazione dei modi della rappresentanza? E la politica riguarda queste cose o deve essere presidiata in permanenza da quell´altra roba che ci si ostina a chiamare politica? È tema dell´anti-politica cosiddetta o è la politica?

Noteburc 35

Appunti dal bollettino ufficiale

Spazio pubblico

ambienteterritoriorifiutiurbanisticaculturaturismo…


Buone e cattive acque… il tema dell’acqua ricorre in molte delibere:

l’Ente Morale “Biennale del Mare”, costituito da Camera Commercio I. A. A. – Napoli, Regione Campania, Provincia di Salerno, Comune di Napoli, Autorità Portuale di Napoli, Unione Industriali Napoli, ASCOM Confcommercio Napoli. ha presentato all’Assessorato all’Agricoltura ed alle Attività Produttive le prossime attività previste nell’ambito della “XI Manifestazione Biennale Internazionale del Mare”, che si terrà a Napoli, dal 4 al 10 novembre 2008. La Regione Campania (RC) approva e finanzia con € 162.000,00. Tra le considerazioni in premessa c’è anche la recente crisi economica del settore e, in particolare, la recente crisi del settore tonniero, a seguito dell'emanazione di un regolamento CE che ha reso “particolarmente urgente la necessità di avviare un fattivo dialogo ed azioni comuni di concertazione e cooperazione fra tutti i paesi del Mediterraneo volti alla riduzione dello sforzo di pesca”. Sarà, ma a noi pare che ci sia stata una bomba vivaistica sul tonno in quel di Procida, di recente.

Sempre in tema di pesca, giacché ci siamo, c’è anche l’Approvazione del Piano finanziario del FEP (Fondo Europeo Pesca) Campania 2007/2013 e di una convenzione RC - Province per le funzioni di avvalimento in relazione all'attuazione delle misure. (Cioè, detto più banalmente, alle province sono demandate “funzioni istruttorie ed esecutive” per attuare le misure regionali cofinanziate dal FEP)

Restiamo nella materia liquida con il Piano di Tutela delle Acque e relativo elenco che disciplina i tipi di scarichi secondo le categorie economiche che li producono, distinguendoli in “domestici”, “assimilabili a domestici” e di tipo “industriale”. Che poi le cose si mischino ci è già noto in materia di rifiuti… solidi…

Ed infine, presenza di Ostreopsis Ovata nel litorale costiero campano - Adozione provvedimenti a tutela della salute, datata 1° agosto. Appuntiamo qui una nota nota di commento che ritroveremo spesso in questi nostri appunti: “io… speriamo che me la cavo”.


Alienazioni immobiliari. Per stilare il Piano delle Alienazioni immobiliari del proprio patrimonio la RC deve individuare “sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso i propri archivi ed uffici, i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione”. Una delibera dispone che “per la redazione del Piano (…) da allegare al bilancio di previsione anno 2009, il Coordinatore dell’A.G.C. Demanio e Patrimonio si avvale di Città della Scienza S.p.A., organismo in house della Regione Campania, per lo svolgimento delle attività di progettazione e di supporto”. Di costi non se ne parla, e chi sa se una onlus (tale è Città della Scienza) è esattamente una società “in house”, e chi sa se quell’1% delle azioni che è rimasto alla Fondazione Idis non costituisce problema come una quota “privata”. In ogni caso, se Città della Scienza è una estensione della RC, rediga pure il piano in questione, però non si pretenda che sia anche un soggetto imprenditoriale che sta sul mercato.

Turismo e grandi eventi. Agli Enti Provinciali del Turismo e alle Aziende Autonome di Cura, Soggiorno e Turismo vanno € 3.011.992,00 per il sostegno di Grandi Eventi 2008, Piani promozionali e promo-pubblicità 2008, altre attività di intesa con gli enti medesimi. Approvato l’elenco dei Grandi Eventi 2008. Grandi è un po’ una esagerazione, ma insomma, eventi.

Umanità

istruzioneformazionelavorodonnemigrantigiovanipolitichesociali…


Scuole aperte (o chiuse ?). RC approva i progetti di orientamento del programma “Scuole aperte”: 12 milioni di euro distribuiti in parti uguali (50 mila) a 368 scuole. RC pensò di investire 100 milioni di euro in tre anni nella scuola, per tenerla aperta: “Risorse che risulteranno indispensabili per evitare il taglio di alcune classi, soprattutto nelle aree maggiormente disagiate e la riduzione degli organici”. Il Governo ha pensato bene di risparmiarne almeno altrettanti in un anno solo, appunto con tagli delle classi e riduzione di organico, Si fa presto a fare i conti, sono circa cinquemila i docenti precari che non avranno quest’anno, diversamente dall’anno scorso, l’incarico di supplenza annuale ad uno stipendio medio netto di 1.100 mensili. Le scuole boccheggianti tirano il fiato ma resta il problema di mettersi d’accordo su cosa significhi lotta alla dispersione (scolastica ? di finanza pubblica ? di pubblico impiego ? di welfare ?) altrimenti tra "fraveca e sfraveca" il peggio è solo per noi. Domanda: ma a RC la scuola piace o no?

Immigrati. Sono invece ben 300.000 gli euri che sostengono le associazioni impegnate sul fronte immigrazione, previste dal programma 2005 (e dunque pluriennali ? questo non si capisce). Qui ci siamo svenati così.

Sindacato? se ci sei batti un colpo! Contrattazione, concertazione, deve siete? Non c’è traccia nella delibera che detta gli indirizzi regionali sull’impiego di una parte (19 MEURO circa) della formazione continua (quella destinata ai lavoratori occupati). Sarà il terrore della contrattazione decentrata a eclissarvi, ma qui che dovrebbe decidere, cum regionis placet , siete voi.

Parco della legalità a Casal di Principe. Finanziato un progetto di riuso di beni confiscati a Sandokan


Prospettive

programmazionebilancioattivitàeconomichepolitichecomunitarie…


Nel Bilancio della RC troveremo appositi capitoli di spesa per ciascuno degli obiettivi operativi Por FSE 2007-2013. Lo stabilisce una
delibera che corregge anche il riparto di questi fondi per obiettivi ed aree operative, inserendo l’obiettivo “Sostenere le autonomie locali nel miglioramento dei servizi e delle funzioni di programmazione, monitoraggio e valutazione e per la semplificazione dei processi amministrativi”, precedentemente dimenticato, con relativa dotazione di 25 MEURO. Errori materiali a parte, l’istituzione di appositi capitoli sembra un buon passo, anche verso una lettura più trasparente e “tracciabile” di questo pezzo almeno del bilancio regionale.

Complicatissimo, ai limiti dell’avvilimento, il meccanismo di avvalimento e di convenzioni con le province per far partire con solerzia il Piano di Sviluppo Rurale, che però per fortuna parte.

Il pezzo forte della settimana sono le Zone Franche, cresimate, comunicate e approvate nella proposta regionale al governo. Torre Annunziata in testa, in ordine di priorità, seguono Napoli, Mondragone, Benevento e San Giuseppe Vesuviano (le ultime due con riserva).



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Liberamente tratto e commentato dal Burc n.35 del 1 settembre 2008 (Testo in formato Word)

Le delibere della RC pubblicate in questo Burc sono datate dal 4 luglio al 6 agosto 2008, i decreti dirigenziali dal 18 marzo al 8 agosto 2008.

L’indice completo del burc è qui





























































































Grandi eventi

30 agosto 2008

Ci sono molti modi per farsi la croce e riprendere...

Siamo al dissesto del Comune ?

Giovanni Laino

Ci sono molti modi per farsi la croce e riprendere, ammesso che non si sia tornati al lavoro già in agosto. Una questione mi pare più ampia e collettiva di altre: le accuse di dissesto finanziario del Comune di Napoli. Avevamo già avuto qualche preoccupazione in merito, dopo qualche battuta di qualche funzionario comunale e – soprattutto – in seguito al fatto che il Sindaco e l’Assessore Giulio Riccio non sono riusciti a mantenere gli impegni assunti con le organizzazioni del terzo settore sul pagamento degli arretrati. Ecco gli ultimi fatti.

Le dichiarazioni dell’Assessore Regionale Velardi rilasciate nell’intervista di sabato 30 al Corriere del Mezzogiorno sono inquietanti. La polemica politica può essere fertile, è sicuramente legittima. Ma quando un amministratore pubblico accusa sostanzialmente di un reato altri amministratori credo si sia usciti fuori dal confine del dibattito. Quando si dichiara di essere a conoscenza di un sostanziale stato di dissesto della finanza comunale della terza città d’Italia, si coinvolgono non solo le preoccupazioni dei cittadini ma interessi e destini di lavoratori, imprenditori, imprese ed altre forze sociali. Nell’intervista – che dal suo blog viene corretta solo per un refuso sul suo essere in gioco per una eventuale lista civica - Velardi dice: “Napoli è al dissesto finanziario, che formalmente non si manifesta solo per degli escamotage contabili” (…). “Lo sa perché si aprono cantieri?».
 Ce lo dica lei.
 «Si avviano i cantieri per intascare i fondi europei. Poi si lasciano marcire. Uno scandalo vero”.

In pratica l’Assessore accusa il Comune di Napoli di fare partite di giro con fondi destinati a progetti che poi vengono solo avviati, per drenare liquidità e pagare man mano debiti pregressi che di fatto verrebbero coperti con la non realizzazione delle opere finanziate, secondo un disegno predeterminato, volto a nascondere lo stato di dissesto finanziario.

In questo contesto le dichiarazioni di Velardi non possono essere considerate solo di critica politica ma di una denuncia che forse dovrebbe interessare la Magistratura. Velardi, che non è un pivello, ha anche fatto per poco tempo l’assessore comunale, muove un’accusa pesante su cui evidentemente ha notizie chiare e inequivocabili.

Ci sono molte aziende e – indirettamente – migliaia di persone che sono preoccupate dello stato della finanza locale. Molte imprese profit hanno contratti e hanno realizzato forniture per il Comune attendendo da mesi i soldi. Hanno fatto anticipi sottraendo al profitto i costi delle anticipazioni bancarie. Ancor più grave è la situazione delle centinaia di imprese non profit che hanno realizzato servizi sociali. Hanno assunto rischi con le banche e costi per gli interessi, e non potrebbero superare una crisi derivata dal dissesto finanziario. Il solo annuncio di un tale scenario blocca la disponibilità delle banche ad anticipare i soldi delle fatture presentate al Comune. Molte imprese hanno delle esposizioni bancarie che reggono e potranno essere rinnovate nella misura in cui vi sia fiducia sulla finanza del Comune di Napoli. Allora, al di là della polemica politica contingente, occorre chiedere al Sindaco e all’Assessore Cardillo di chiarire: o viene sbugiardato l’Assessore Velardi rispondendo e dando chiare assicurazioni nel merito oppure viene fuori un segnale molto preoccupante secondo cui evidentemente nelle dichiarazioni dell’Assessore regionale vi è qualcosa di vero.

L’importazione acritica del bilancio partecipativo in Italia non mi ha mai convinto. Alcune tecnicalità non possono che essere delegate ad esperti e il confronto degli interessi, per essere equo, forse deve essere fatto almeno in parte con una conoscenza parziale di come stanno tutte le cose. Credo insomma che una quota di opacità della finanza locale sia inevitabile e forse non del tutto ingiusta ma allo stato attuale, a Napoli come in molti altri Comuni, una delle battaglie di civiltà che vanno fatte è proprio quella per la trasparenza dello stato dei conti pubblici, la tracciabilità dei finanziamenti e degli impegni. Insomma, una preghiera al Sindaco: siamo alle soglie del fallimento o Velardi non sa quello che dice ed è molto imprudente ?

28 agosto 2008

Blitz d'agosto a Napoli Sociale. E' guerra per le nuove assunzioni

Scritto da Ciro Pellegrino da Leggo, 28-08-2008 08:32
e preso da napolionline

L'elenco si ferma alla numero 215: tante sono le lettere che hanno allietato il post-Ferragosto di altrettanti operatori sociali. Missive che invitano i lavoratori, tutti dipendenti delle cooperative sociali che operano col Comune di Napoli nel trasporto dei disabili, a presentare documentazioni per un'eventuale assunzione. Firmato: Napoli Sociale.

È la società partecipata dall'Amministrazione di Rosa Russo lervolino, impegnata proprio nel trasporto di anziani e giovani con disabilità.
APRITI CIELO: sono sì 215 le lettere, ma gli operatori che fanno parte del "bacino" di Napoli Sociale sono molti, molti di più, oltre 350. Come sono stati scelti i "papabili" da assumere? È necessario fare un passo indietro. Prima dell'estate il Consiglio comunale votò un provvedimento che sancì l'assorbimento dei lavoratori delle coop sociali (215 unità) nell'organico dell'Ente. Una delibera approvata dopo una guerra durissima fra Rifondazione comunista, gli ex Ds legati alle coop rosse e gli ex Margherita legati invece alle coop di estrazione cattolica.
NEL PIENO del mese d'agosto, ed esattamente il 18, il blitz estivo, con le lettere di Napoli Sociale, partite su impulso dell' assessore al Welfare Giulio Riccio (Rifondazione Comunista) ma che recano la firma dell'amministratore di Napoli Sociale, Isidoro Orabona, entrato in quota Sviluppo Italia (l’agenzia di scopo dello Stato, già socia di minoranza della partecipata) e legato a Forza Italia ed esattamente al senatore Pasquale Giuliano (mentre il presidente della Napoli Sociale, Domenico De Biase è legato al centrosinistra). E veniamo dunque ad oggi: arrivano le letterine che fanno ipotizzare assunzioni. «Ho chiesto spiegazioni al sindaco lervolino e all'assessore Riccio dice Franco Moxedano, presidente della commissione Welfare, consigliere comunale Pd -. Come sono stati stabiliti i criteri delle eventuali assunzioni in quest'azienda? In delibera non c'è alcuna indicazione. È una procedura non trasparente e quanto meno anomala, senza parlare poi del fatto che le missive sono state spedite ad agosto. La prossima settimana convocherò la commissione per e chiarire questa vicenda».
UNA COSA È CERTA, in azienda è iniziata la guerra tra poveri: chi ha ricevuto la lettera sta zitto, nel timore di sentirsi additato come raccomandato; chi non l'ha ricevuta minaccia tuoni e fulmini. I primi due operatori sociali si sono mossi ieri mattina: hanno consegnato una lettera al primo cittadino e un esposto alla Procura della Repubblica. La guerra è appena iniziata .

Blitz di agosto a Napoli Sociale 2

Blitz di agosto a Napoli Sociale

Scritto da Ciro Pellegrino da Leggo, 28-08-2008
e preso da napolionline

L'elenco si ferma alla numero 215: tante sono le lettere che hanno allietato il post-Ferragosto di altrettanti operatori sociali. Missive che invitano i lavoratori, tutti dipendenti delle cooperative sociali che operano col Comune di Napoli nel trasporto dei disabili, a presentare documentazioni per un'eventuale assunzione. Firmato: Napoli Sociale. È la società partecipata dall'Amministrazione di Rosa Russo lervolino, impegnata proprio nel trasporto di anziani e giovani con disabilità.
APRITI CIELO: sono sì 215 le lettere, ma gli operatori che fanno parte del "bacino" di Napoli Sociale sono molti, molti di più, oltre 350. Come sono stati scelti i "papabili" da assumere? È necessario fare un passo indietro. Prima dell'estate il Consiglio comunale votò un provvedimento che sancì l'assorbimento dei lavoratori delle coop sociali (215 unità) nell'organico dell'Ente. Una delibera approvata dopo una guerra durissima fra Rifondazione comunista, gli ex Ds legati alle coop rosse e gli ex Margherita legati invece alle coop di estrazione cattolica.
Continua...

ndr



Siamo preparati sempre a sentir parlare di contratti a termine e di licenziamenti nel mese di agosto, per gli stagionali che finiscono e per gli operai che tornano dalle ferie e non trovano più il lavoro. Invece qui, nella nostra bella Napoli, c'è la sorpresa: in pieno ferragosto arrivano posti fissi, ben 215, di quelle buoni, non proprio al comune ma quasi, a "Napoli Sociale" di proprietà del comune.

Il bilancio sociale di questa azienda, meritoriamente pubblicato nel 2007 per l'anno 2006, parla con elegante entusiasmo di circa 80 utenti e del goal di portarli a duecento in avvenire, e di un organico che era già di 117 persone. Con questi numeri le nuove assunzioni sono davvero un miracolo, non solo per chi ha avuto la magica lettera. Ma sicuramente sarà avvenuto nel frattempo qualcosa che non sappiamo e dunque prudenza, aspettiamo di sapere. Nei molti articoli di qualche mese fa su questa vicenda non si evince niente di particolarmente nuovo, ma aspettiamo, con fiducia.

Per i nuovi assunti è un sogno che diventa realtà in tempi di bruta crisi dell'occupazione. Resta l'incubo di chi non ha beccato questa manna e si sta incazzando di brutto e di qualche migliaio di operatori sociali che "hanno già dato" e vorrebbero essere almeno pagati.

E secondo me resta anche l'incubo per Napoli Sociale di doversi ingoiare in avvenire l'entusiasmo, e prooccupare socialmente innanzitutto del proprio organico. Ma aspettiamo il bilancio sociale 2008 per saperne di più.

In trepida attesa. Farebbe veramente piacere a quel milione di cittadini che quasi ogni giorno si sente ripetere e si ripete da solo, meccanicamente, il ritornello: "non siamo in svezia, non siamo la svezia, non siamo svedesi" scoprire che con Napoli Sociale la svezia può essere, la svezia inizia vagamente o casualmente ad apparire pure qui.

Ci siamo sentiti così pieni di speranza e di orgaglio, così svedesi, solo poche volte nella nostra storia sociale, con i "monumentalisti" e gli "ecovigili", per esempio.

Non è finita molto bene, ma questa volta ce la faremo, sicuramente.

sv

27 agosto 2008

Strane idee sulla sicurezza (...perfino dal Corrierone)

DESTRA E SINISTRA
Violenze a Roma e Napoli
Strane idee sulla sicurezza

di Paolo Franchi

Una gaffe, anche se in parte riparata nella giornata di ieri, dettata da inesperienza, quella del sindaco di Roma sul fattaccio di Ponte Galeria? Può anche darsi. Capita però che anche una gaffe possa essere rivelatrice, oltre che della cultura e della concezione del mondo di chi vi incappa, dello spirito del tempo. E questo sembra proprio il nostro caso. Gianni Alemanno, ha detto, a modo suo, quello che, di primo acchito, è capitato di dire a molti. Alzi la mano chi non si è chiesto come possa essere passato per la testa al signor Paul e alla signora Wilma, una coppia non di ragazzetti alternativi ma di cattolicissimi cicloturisti olandesi di mezza età, di tirare su proprio lì, in un luogo, parola di Alemanno, «dimenticato da Dio e dagli uomini», la loro tenda, previa autorizzazione di soggetti già a prima vista non propriamente rassicuranti. Il fatto è però che Alemanno è il sindaco di Roma.

A ciascuno può capitare di lasciarsi andare a un giudizio frettoloso e avventato, salvo poi (speriamo) pentirsene, perché, a proposito di stupri il ritornello schifoso «in fondo se la sono andata a cercare anche loro» è risuonato troppe volte, persino a proposito della mattanza del Circeo, e la sola idea di rimproverare qualcosa a chi la violenza la subisce è (dovrebbe essere) inammissibile. A lui, comunque la pensi, no. Per il sindaco di Roma, posti «dimenticati da Dio e dagli uomini», dove a una coppia di turisti forse troppo ottimisti sulla natura degli uomini possa succedere, come è successo, qualcosa di terribile, a Roma non ce ne devono essere. Se ce ne sono, come ce ne sono, e se vi succede quello che è successo a Ponte Galeria, al sindaco tocca non fare le pulci ai comportamenti delle vittime, ma portare loro, e subito, solidarietà piena, senza se e senza ma, e chiedere perdono, punto e basta. Quali che possano essere stati i limiti e gli errori dei suoi predecessori. Quali che siano le nuove misure che ha in animo di adottare. Quali che siano le sue idee per cercare di riportare in quei posti magari non proprio Dio, che sembra un programma troppo vasto, ma più semplicemente uomini e donne meno inclini alla ferocia.

Tutto questo dovrebbe essere chiaro, persino ovvio, ma evidentemente non lo è. Per Alemanno che, nonostante abbia cercato pubblicamente di spiegarglielo non qualche esponente della sinistra radicale, ma il nuovo questore di Roma, fatica ancora a capirlo, continua a pensare di non aver poi commesso una gaffe troppo grave e forse è convinto, non a torto, di essere in sintonia con «la gente». Ma anche per il centrosinistra, o come diavolo si chiama adesso, che sembra preoccupato pressoché solo di rendere al sindaco della capitale pan per focaccia per come lui e la sua parte hanno agitato strumentalmente in campagna elettorale il tema della sicurezza, e gli rimproverano aspramente che Roma è insicura come e forse persino più di prima, come se tre mesi fossero sufficienti per giudicare l’operato di un’amministrazione. Idee molto diverse su come garantire la convivenza civile, che postula la sicurezza ma non disdegna il principio di tolleranza, invece non se vedono. Anzi. Sulla spiaggia di Castellammare capitano altri analoghi orrori, perpetrati stavolta non da pastori romeni ma da giovani mascalzoni locali, al pronto soccorso i medici tendono a negare, secondo un copione antico, che la vittima abbia subito violenza, e intanto in tv il sindaco di centrosinistra, seppur badando bene a non parlare come Alemanno, si pone grosso modo la stessa domanda: ma la giovane coppia tedesca proprio in quel postaccio doveva pernottare?

E non è solo questione di stupri. A Termoli tre vigili urbani fermano in mezzo alla folla un ambulante marocchino per sequestrargli la mercanzia, lui resiste gridando, loro non trovano di meglio da fare che trascinarlo verso il bagagliaio dell’auto di servizio per ficcarcelo dentro, la gente si divide, qualcuno applaude, qualcuno fotografa la scena, un giovane avvocato contesta agli agenti la reazione eccessiva: il sindaco di centrosinistra chiede alla polizia municipale un rapporto dettagliato, ma intanto difende i suoi vigili. Più o meno nelle stesse ore, secondo la testimonianza di Giorgio Cremaschi su Liberazione, sulla spiaggia di Rimini capita qualcosa di simile. Tolleranza zero, perché la sicurezza, come suol dirsi, non è né di destra né di sinistra. È nell’interesse della gente, del pubblico decoro, del turismo e dei commerci. Lasciate fare, applaudite, anzi, perché è quello che avete chiesto; piuttosto, se proprio volete campeggiare, e non dovreste farlo, state almeno attenti a dove mettete la tenda, perché forze dell’ordine e militari, nonostante gli sforzi, non possono essere ovunque. Un po’ dappertutto in Europa, anche là dove in materia di sicurezza, di immigrazione clandestina e di (cosiddetta) microcriminalità non vanno per nulla leggeri, ma continuano a pensare che a ciascuno vada garantito il diritto di sostare dove gli pare e piace, guardano un po’ stupiti e un po’ sconcertati quel che va capitando da noi. Deve essere per via di un risorgente complotto anti-italiano.

27 agosto 2008

Non dire No

Stamattina ho in mente due canzoni: mondo in mi settima di adriano celentano e non dire no di lucio battisti (lo so che non si chiama così il tempo di morire ma è questa strofa che mi è venuta in mente). Lo stimolo a questo accompagnamento mentale viene dalla cronaca del Mattino di Napoli su piazza Fuga, la piazza in cui abito, salottino del Vomero, quartiere quasibene di Napoli, di notte preda di raid, schiamazzi, violenze che ci sono davvero, li vedo e li sento, insopportabili, mi arrabbio moltissimo e una volta ho chiamato anche la polizia, io.

Apro il giornale e leggo che di giusti al mondo non ce n’è come mai?

E chissà perché mi è venuta in mente l’idea che potrei passare la notte in piazza a fare salotto, un buffet, tavolini, quattro chiacchere, un torneo di carte, wifi e portatili a disposizione per chattare, giocare, fuori casa, magari uno schermo al plasma per vedere la tv, qui nella piazzetta, con chi abita qui e la notte comunque non dorme, non può dormire mai tranquillo. Invece del solito NO all’insegna del rifiuto, della impotenza, della repressione (del sonno, del sistema nervoso, dei diritti, dei vagabondi schiamazzanti, del vivere civile, del bene comune, del buon nome della piazza e del quartiere e della città, dell’economia dell’intrattenimento, del turismo, del commercio, del benessere).

Ma perché ce la prendiamo con i balordi e non con la metro chiusa alle ore 10? Di giusti al mondo non ce n’è. Perché chiamiamo la polizia e non il proprietario del bar che alle nove della sera e di domenica sta chiuso!! In quella piazza, togliendo a se stesso e a noi tutti la possibilità di far meglio e star meglio? Pensate se nella piazzetta di Capri ci fossero stati esercenti come questo qui. Di giusti al mondo non ce n’è.

Quella di dire NO ormai è una malattia cronica che ha colto tutti e che ci ucciderà e che ci sta già uccidendo. Tutti, nessuno escluso, a partire da noi no tav, no mulin, no pianura, no chiaiano, no razzismo, no fascismo, no global, che però, guarda un po’, siamo gli unici accusati, mentre il no rom, no stranieri, no lavoro fisso, non stipendi decenti, no ambiente, no salute, no scuola, no impresa, no legge, no giustizia, no opere pubbliche, no welfare, no crescita passa inosservato e impunito.

Cerchiamo di evitare il no per un poco, o almeno di pronunciarlo avendo sempre in tasca e in testa un però, un altro, un meglio da proporre. Come per la piazza: seriamente invece di chiamare la polizia perché non la animiamo la piazza, a partire dalla funicolare, dalla metro e dal bar? Quello che succede in piazza non succede sopra la piazza, dove c’è un locale che fa buona musica e ottimi drink almeno fino alle due, e ha un sacco di gente, tanto che affianco si è aperto un altro che fa ottimi pani e panini e sta anche lui aperto fino a mezzanotte. E dalle due in poi iniziano i raid, quando loro chiudono. Ma nella furia dei NO la mia vicina di casa non li vuole a quelli lì, perché fumano (canne? No, sigarette, e le fumano sul marciapiede perché dentro NO!) e a lei le entra il fumo di sigaretta in casa, dal balcone! Si siamo stati noi a rovinare questo capolavoro sospeso nel cielo.

sv




il bar di domenica, i danni da vita notturna, il corto circuito della cosa pubblica

26 agosto 2008

Noteburc 34

Noteburc
Notizie e commenti dal burc n.34 del 25 agosto 2008

Le delibere e i decreti della regione campania coprono un periodo compreso tra il 17 luglio e l’8 agosto 2008

Segnaliamo in particolare

Umanità
Sono state assicurate le assicurazioni obbligatorie per la popolazione scolastica (seppure con una proroga di contratto all’Unipol, in attesa di un nuovo bando di gara europea). Gli studenti sono 1.153.000 e con una spesa di €. 252.507,01 l’assicurazione è stata coperta per sei mesi.

Potranno partire anche i Percorsi Alternativi Sperimentali (PAS) presentati da 125 scuole e destinati a contrastare la disperzione scolastica e il rischio sociale nelle scuole professionali, negli istituti tecnici e negli istituti d'arte. Sono state approvate le graduatorie e ammessi ai finanziamenti i progetti
.

Albo regionale degli Enti di Servizio Civile Nazionale, procedure di adeguamento degli Enti
Accreditati
. Si riportano i dati di adeguamento ma non l’albo completo con le modifiche apportate, quello ce lo dobbiamo cercare e per adesso non lo abbiamo trovato. Perché non c’è il senso della comunicazione istituzionale ?


Territorio
Programma triennale di monitoraggio marino costiero della Campania - Regolamentazione delle attività. In sostanza si era stipulato un contratto (con Arpac) ma sembra che non bastasse… e allora si è aggiunto un regolamento che assomiglia assai a un contratto: e dunque che contratto si era fatto ? Comunque meglio tardi che mai.

Economia
Per l’accreditamento dei consulenti aziendali in agricoltura, invece, siamo solo all’inizio con l’approvazione delle linee guida, in attesa di successivi avvisi, domande, valutazioni…. A quando?

Solo linee guida, per adesso, anche in tema di controlli del latte destinato al trattamento termico e alla trasformazione, qui l’urgenza sembra ancora più stretta e dunque aspettiamo un seguito ravvicinato

Ma il fatto più importante della settimana è la delibera di limitazione di spesa che l’assessore al bilancio ha emanato per tentare di evitare il superamento del limite del patto di stabilità e relative sanzioni: fino alla fine dell’anno finanziario solo spese obbligatorie e… speriamo che ce la caviamo!

L’indice completo è qui


Lo facciamo solo per e con amore.
decidiamoinsieme
cantieresocialenapoli



ho impiegato circa un’ora senza commentone

ciao susi

6 agosto 2008